ognuno di noi, nel profondo del suo cuore, ha pensato e sperato come me che il 2021 iniziasse in modo diverso, che potesse essere un anno pieno di rinascita, che potesse portarci alla normalità che da un anno a questa parte ci è mancata.
anche io ho iniziato il 2021 con tutti questi piccoli desideri che si sono sgretolati nel giro di pochissime settimane.
un’altalena, lo descriverei: i miei 20 anni, il mio nuovo lavoro, i 30L all’università.
e poi fine gennaio, fine gennaio ho perso mia nonna, la mia pazza nonna: non me l’hanno fatta vedere, non ce l’hanno fatta vedere.
l’abbiamo salutata un po’ così, con un misero funerale e siamo tornati alle nostre vite, portando sul petto il peso di non averle mai detto addio.
febbraio è volato come non mai, si è mangiato tutti i giorni come il tumore che cresceva nei polmoni di mio zio si è iniziato a nutrire del suo corpo.
mio zio, 64 anni, una vita davanti, migliore amico di mio padre, non ricordo un giorno della mia vita in cui lui non c’è stato.
mio zio ci ha lasciati ieri, dopo che il tumore l’ha reso incapace di parlare e riuscire a mangiare.
da questo 2021 ho capito che la vita è fin troppo breve per potersi aggrappare alle sciocchezze, al rancore, alle persone che non ti danno nulla.
ho capito che non serve a nulla accontentarsi, non serve a nulla crucciarsi nel proprio dolore senza reagire.
per quanto possa far male, a tratti lacerante, ho promesso a mio zio che avrei fatto esattamente tutto ciò che volevo dalla e nella mia vita.
basta stronzate, solo cose belle, solo quello che voglio, che piaccia agli altri o meno.











